Si tratta di un testo del 1926 stilato da Jacopo Gelli e edito da Hoepli in qualità di editore della Casa Reale.

L’opera, liberamente fruibile dopo circa 100 anni, si occupa prima delle definizioni di Gentiluomo, Leggi d’onore, Vertenze cavalleresche, Codice cavalleresco,  Onore, Offese e squalifica.

Poi si articola in diversi libri: il primo dedicato alla definizione e determinazione delle offese, dell’offeso e dell’offensore , codificando eventuali vertenze con soddisfazione, scuse e riparazioni sino alla preparazione del duello con il lancio della sfida e la sua accettazione o ricusazione.

Il secondo libro è tutto dedicato ai duelli e al loro svolgimento meticolosamente codificato.

Il terzo libro è dedicato alla risoluzione della vertenza e il quarto ancora ai dettagli del duello.

Il quinto libro si sofferma su arbitri, tribunali d’onore e giurì con il sesto libro che rappresenta un allegato-formulario.glossario.

Il testo di 335 pagine è praticamente tutto dedicato ai duelli ad eccezione delle prime pagine.

Il gentiluomo

Interessante è la definizione di gentiluomo che recita: Gentiluomo è colui che, per una raffinata sensibilità morale, ritenendo insufficienti alla tutela del proprio onore le disposizioni con cui le patrie leggi tutelano l’onore di ogni cittadino, s’impone la rigida osservanza di speciali norme che si chiamano leggi cavalleresche.

Questa definizione non si sofferma affatto sulle qualità e sulle virtù che ogni gentiluomo dovrebbe possedere ma solo sulla sua attenzione a ricorrere al duello come mezzo di composizione delle controversie.

Anche le leggi d’onore sono legate solo alla tutela del proprio onore.

In definitiva il cosiddetto Codice cavalleresco del Gelli è solo una raccolta di norme per i duelli ma non si sofferma mai sulle virtù che fanno di un Cavaliere il difensore dei deboli e il paladino del bene, travisando completamente il Codice cavalleresco stesso e quanto di buono introduce nella società con la propria visione altruistica.

Se i gentiluomini devono solo occuparsi di tutelare il proprio onore dalle offese altrui possiamo tranquillamente fare a meno di queste inutili e patetiche figure!

Riportiamo comunque la possibilità di leggere il testo del cosiddetto Codice del Gelli che in realtà non ha nulla di cavalleresco essendo solo il Codice dei duelli.

Un testo spazzatura utile, evidentemente, a chi un secolo fa intendeva farsi giustizia da solo contro la diffamazione.

1926 Codice_Cavallersco_Italiano,_IT

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