L’investitura viene eseguita attraverso l’ordinazione liturgica per motivi precisi che le conferiscono al contrario di quelle laiche ordinarie un reale valore anche in Italia.
L’ordinazione avviene generalmente all’interno del rito della S. Messa anche se in casi specifici può essere dispensata autonomamente essendo un Sacramento.
Quando il Sacramento dell’Ordinazione vien celebrato durante la S. Messa la cerimonia specifica viene iniziata subito dopo la proclamazione del Vangelo e l’omelia del vescovo che illustra ai presenti il significato e i tratti salienti del rito stesso.
Le Dame, i Cavalieri e i Nobili che stanno per essere ordinati si dispongono in piedi di fronte all’altare e, uno alla volta, vengono condotti dal Maestro cerimoniere al cospetto del Vescovo che siede a fianco o davanti all’altare.
Il Maestro cerimoniere è un monaco cavaliere o dama dell’Ordine e indossa il mantello bianco con la grande croce rossa a sinistra. Nelle cerimonie particolarmente solenni il Maestro delle cerimonie è un diacono oppure un arcidiacono o anche un nobile dell’Ordine riconoscibile dalla cappa rossa dell’Ordine Cavalleresco Monastico.
Il Maestro cerimoniere ha il compito di presentare, uno alla volta, i Postulanti che hanno chiesto di essere ordinati e garantisce per loro in quanto a preparazione e sincerità d’intenti.
A questo scopo il Maestro cerimoniere riunisce i Postulanti prima della cerimonia in sacrestia per renderli edotti sul meccanismo della cerimonia e sui suoi aspetti pratici.
Dopo l’omelia il Maestro cerimoniere accompagna i Postulanti a disporsi in prima fila a semicerchio in piedi di fronte all’altare invitandoli ad un breve inchino verso l’altare stesso, quindi depone i mantelli per i nuovi Postulanti sull’altare e chiede al Vescovo seduto sul suo scranno di benedire i Postulanti e i mantelli.
Mastro delle cerimonie: Eccellenza ecco i Postulanti che intendono essere ammessi nel Sacro Ordine Cavalleresco Monastico delle tre Croci e chiedono la vostra benevolenza e la vostra benedizione su loro stessi e sui loro mantelli.
Il Vescovo li benedice: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,
Tutti: Amen.
A questo punto il Maestro cerimoniere accompagna, uno alla volta, ogni Postulante al cospetto del Vescovo che lo accoglie assiso sul proprio seggio mentre il Postulante si ferma in piedi di fronte al cuscino sul quale si inginocchierà già disposto a terra per comodità.
Dopo un leggero inchino di reverenza verso l’altare e verso il Vescovo (imitato dal Postulante), il Maestro cerimoniere presenta il Postulante al Vescovo annunciandone nome e cognome e invitandolo a confermare l’intenzione di entrare nel Sacro Ordine delle tre Croci.
Mastro delle cerimonie (rivolto al Vescovo): Eccellenza ecco il Postulante ….. nome e cognome ….. che oggi chiede di essere ammesso nel Sacro Ordine Cavalleresco Monastico delle tre Croci.
Vescovo (rivolto al Maestro delle cerimonie): Sei certo che sia preparato ad essere ordinato?
Mastro delle cerimonie (rivolto al Vescovo): Eccellenza ho esaminato la sua preparazione e la ritengo adeguata ma chiedo il vostro esame e il vostro parere perché l’antica tradizione dei nostri Padri tramandata attraverso le Sacre Scritture impone che il Postulante sia interrogato pubblicamente per confermare le sue intenzioni.
Vescovo (rivolto al Postulante): Fratello / Sorella carissimo/a sei certo di voler essere ammesso nel Sacro Ordine Cavalleresco Monastico delle tre Croci?
Postulante (rivolto al Vescovo): Eccellenza sono pronto e con l’aiuto di nostro Signore sono certo che sarò in grado di diventare un Cavaliere Monaco / una Dama Monaco.
Vescovo (rivolto al Postulante): Fratello / Sorella carissimo/a sei stato preparato e valutato dal Maestro delle cerimonie circa i tuoi nuovi doveri?
Postulante (rivolto al Vescovo): Eccellenza sono stato preparato adeguatamente dal Maestro delle cerimonie e invoco umilmente la grazia e l’aiuto dello Spirito Santo per confermarmi in grado di adempiere ai miei nuovi doveri.
Il Vescovo, se lo ritiene opportuno può modificare o estendere le domande di rito per avere conferma delle intenzioni del candidato.
Vescovo (rivolto al Postulante): Carissimo/a sei certo di aver compreso che, come insegnatoci da nostro Signore Gesù Cristo, servirai senza essere servito?
Postulante (rivolto al Vescovo): Eccellenza ho compreso i miei doveri e, con l’aiuto del Signore, li adempirò al meglio delle mie capacità.
Vescovo (rivolto al Postulante): Carissimo/a sei certo di poter confermare i tuoi intenti come sinceri nella Casa di nostro Signore?
Postulante (rivolto al Vescovo): Si lo confermo qui oggi, sinceramente e senza riserve.
Vescovo (rivolto al Postulante): Carissimo/a intendi essere sempre coraggioso, giusto e misericordioso, nel nome del Signore, in difesa dei deboli, dei poveri e dei bisognosi per essere di conforto e aiuto?
Postulante (rivolto al Vescovo): Si lo voglio!
Vescovo (rivolto al Postulante): Carissimo/a vuoi, andare in cerca delle pecore smarrite per salvarle e riportarle all’ovile di Cristo?
Postulante (rivolto al Vescovo): Si con l’aiuto dello Spirito Santo lo farò!
Vescovo (rivolto al Postulante): Carissimo/a vuoi attendere ai tuoi doveri verso te stesso e il prossimo, senza mai stancarti, comportandoti in modo irreprensibile da Cavaliere/Dama del Sacro Ordine?
Postulante (rivolto al Vescovo): Si, con l’aiuto del Signore, lo voglio!
Vescovo (rivolto al Postulante): Carissimo/a sei certo di poter confermare i tuoi intenti come sinceri nella Casa di nostro Signore?
Postulante (rivolto al Vescovo): Si lo confermo qui oggi.
Quando il Vescovo ha raggiunto la consapevolezza della intenzioni sincere del Postulante lo invita con parole o gesti significativi ad inginocchiarsi di fronte a lui (su un cuscino predisposto alla necessità). Nel caso che l’età o le condizioni fisiche del candidato lo suggeriscano il Vescovo può evitare di farlo inginocchiare sostituendo la posizione inginocchiata con un leggero inchino del corpo eretto e testa inclinata. Quindi il Vescovo impone entrambe le mani sul capo del Postulante e pronuncia la formula di rito nella propria mente.
L’imposizione delle mani richiede anche un breve momento di raccoglimento al termine del quale il Vescovo, a mani aperte e sguardo all’Altissimo invoca sul candidato una speciale benedizione tracciando infine il segno della Croce con la mano destra mentre il neo ordinato si fa il segno di Croce e dice un sommesso amen.
Vescovo (rivolto al Postulante): Il Signore nostro che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento. Preghiamo, fratelli carissimi, Dio onnipotente e misericordioso, perché conceda a questo nuovo Cavaliere Monaco la ricchezza della sua grazia per il bene della Chiesa e del suo santo popolo. Ascolta, o Padre, la nostra preghiera: effondi su questo tuo figlio la pienezza della grazia e la potenza della Tua benedizione.
Mastro delle cerimonie: Rendiamo grazie al Signore nostro.
Vescovo: Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.
Vescovo (rivolto al Postulante): Sorga un Cavaliere / una Dama.
Dopo un inchino finale verso l’altare e verso il Vescovo il nuovo appartenente al Sacro Ordine delle tre Croci rimane in piedi per permettere al Maestro cerimoniere di consegnargli il mantello bianco che indossa sulle spalle allacciandone il fiocco e vestendo il cappuccio in segno di umiltà.
Poi il neo ordinato rientra nel semicerchio dei candidati e attende che tutti loro vengano ordinati.
Quando tutti i candidati sono stati ordinati tutti insieme recitano la
preghiera dell’Ordine:
Signore, invoco la Tua misericordia per mantenermi forte e determinato
per servire Te e il prossimo come Cavaliere/Dama/Nobile del Sacro Ordine delle tre Croci.
Prometto di vivere nella felicità, per donare la mia gioia a tutti.
Difenderò con parole ed opere buone la Fede, i Principi cristiani, i miei fratelli e sorelle, i deboli e chi si trova in difficoltà senza discriminazioni.
Eviterò collera e azioni cattive e non abbandonerò la retta via della luce.
Rispetterò i superiori e il mio Vescovo, con ubbidienza e fedeltà.
Rinnoverò ogni giorno la mia appartenenza al Sacro Ordine delle tre Croci.
(a voce più alta) Signore tutto questo lo giuro!
Infine attendono la benedizione solenne del Vescovo che conclude il rito. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
